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Prefetto di Treviso va al ristorante col cane e viene cacciato

La storia di oggi ci porta a Cimadolmo, un piccolo comune in provincia Treviso, dove al ristorante Grave di Papadopoli (meglio conosciuto come “Da Maurizio”) si sta festeggiando la serata conclusiva di Bianco dolce fresco asparago, evento molto importante a cui sono invitate diverse personalità del luogo. Alla serata partecipa anche Maria Augusta Marrosu, cioè l’ex prefetto di Gorizia oggi prefetto di Treviso, accompagnata dal marito e da Olga, la sua piccola cagnolina meticcia (metà Pincher e metà Bassotto). Quando il ristoratore se ne è accorto, però, non ha esitato a cacciare via in malo modo cane e prefetto dal suo locale. Almeno stando a quanto riportato al Corriere della sera dalla stessa protagonista della vicenda.

Stavo presenziando a una cena ufficiale come ospite e Olga si trovava buona e tranquilla nella sua borsa“, ha detto la Marrosu all’edizione veneta del quotidiano. A quanto sembra, fino a che si è trattato dell’aperitivo all’aperto tutto è andato bene, ma quando la donna ha varcato la sala del ristorante e si è seduta appoggiando Olga a terra tra lei e il marito, la situazione è precipitata. Dopo essere stato avvisato da una cameriera, il gestore si è infatti scagliato sul prefetto e con tono risentito ha affermato che il suo locale non era un canile.

A nulla solo valse le obiezioni della Marrosu sul fatto che nessun cartello avvertisse che gli animali non erano ben accetti in quel luogo e neppure è servito ricordare all’esercente che esiste una legge che consente di tenere con sé un cagnolino se non disturba. Come non sono bastati neppure i tentativi di mediazione del comandante dei carabinieri della stazione di San Polo e nemmeno quelli del colonnello Ruggiero Capodivento, comandante provinciale dell’Arma, anche loro presenti all’evento. «”A quel punto – ha concluso la Marrosu – Ho manifestato tutta la mia irritazione e me ne sono andata, senza minacciare nessuno, perché sono l’opposto di una rappresentante istituzionale arrogante“. Unica “ritorsione” possibile, secondo lei, è non mettere mai più piede in quel posto e far sapere a tutti come vengono trattati al Grave di Papadopoli gli animali. E noi non possiamo che essere d’accordo.

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Redazione

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