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Curiosità

Giornata Internazionale delle Ostriche: non solo perle e “piatto afrodisiaco”

Associate generalmente solo alla cucina e alle perle, le ostriche sono creature estremamente affascinati con caratteristiche uniche. Il 5 maggio ricorre la Giornata Internazionale delle Ostriche e in questa occasione può risultare interessante ricordare alcune peculiarità di questi molluschi, spesso sottovalutati nella loro natura. 

Si celebra dal 1991 la Giornata Internazionale delle Ostriche, una ricorrenza utile a ricordare le caratteristiche che rendono questo particolare mollusco unico in natura. Quello che preme ricordare in questa occasione è l’importanza che anche queste creature rivestono nell’equilibrio degli ecosistemi marini.

Esseri che meritano di essere tutelati come tutti gli altri animali, le ostriche sono sempre più spesso associate all’uso che l’uomo fa di esse. Considerate, quasi esclusivamente, come ‘cibo afrodisiaco‘ o come ‘genitrici’ delle preziose perle, questi molluschi hanno peculiarità esclusive che meritano di essere conosciute.

Le caratteristiche singolari delle ostriche

Le ostriche, che ricordiamo nella Giornata Internazionale ad esse dedicate, appartengono ai molluschi bivalvi; quando ci riferiamo a queste creature dovremmo tenere presente che si tratta di animali molto particolari. Innanzitutto, per quanto concerne le loro caratteristiche fisiche, è interessante sapere che questi animali sono dotati di occhi su tutto il corpo; questo consente alle ostriche di controllare tutto l’ambiente a loro circostante in modo da poter individuare eventuali predatori in arrivo. Il loro guscio, inoltre, rappresenta una sorta di ‘scudo protettivo‘; proprio come le tartarughe, infatti, in caso di pericolo possono chiudersi ermeticamente all’interno di esso.

Trattandosi di molluschi bivalvi, si trovano solitamente vicini ad altri esemplari simili ad esse come cozze o vongole; abitano nell’acqua salta e si trovano principalmente nelle regioni temperata dove il mare in profondità contiene più nutrimenti. A rendere speciali le ostriche è, anche, il fatto che si tratta di uno degli animali più antichi del Pianeta; tuttavia il loro processo evoluzionistico non è conosciuto totalmente. Le ostriche, inoltre, sono divise in quattro gruppi: vere (Ostreidae), da perla, spinose (Pectinidae), e dai gusci sottili (Anomiidae).

Le principali minacce

Come ogni Giornata Mondiale o Internazionale ricorda, anche quella dedicata alle ostriche vuole sottolineare i principali rischi che minano all’incolumità di questi esseri viventi. La più grande minaccia per questi molluschi è l’inquinamento; a questa di aggiunge il dragaggio, ovvero la pesca a strascico degli oceani. Questa pratica, infatti, danneggia le scogliere e quindi l’habitat per le ostriche, disturbando l’ecosistema in cui queste creature vivono. A questi pericoli più diffusi si aggiunge anche la pesca; infatti, in genere, le ostriche sono pescate ad appena due anni di età, un vero danno alla loro conservazione se si considera che l’aspettativa di vita di questi molluschi sarebbe, in media, di 35 anni.

Il danno procurato alle ostriche è un danno procurato all’intero ecosistema; queste creature, infatti, in natura fungono da sorta di ‘filtri‘ contro l’inquinamento. Come molti altri molluschi, assorbono l’acqua dell’oceano per alimentarsi di batteri e fitoplancton, ingerendo nello stesso tempo anche sostanze inquinanti o chimiche restituendo l’acqua filtrata e ripulita. Volendo fare una media, filtrando 10 litri d’acqua all’ora, le ostriche riescono a filtrare ogni giorno fino a circa 200 litri d’acqua. Anche solo tenendo conto di questo loro importante ruolo nell’ecosistema marino è, dunque, impossibile considerare le ostriche solo come ‘strumenti’ per soddisfare i bisogni dell’uomo. Tutelare ogni essere vivente è fondamentale per gli equilibri generali e la Giornata Internazionale delle Ostriche deve servire come stimolo per garantire la tutela di questi molluschi.

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Francesca Perrone

Cultura, Ambiente & Pets Messinese trasferita a Roma per gli studi prima in Scienze della Comunicazione Sociale presso l'Università Pontificia Salesiana, con una tesi su "Coco Chanel e la rivoluzione negli abiti femminili", poi per la specializzazione in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo alla Sapienza. Collabora con l'Agenzia ErregiMedia, curando rassegne stampa nel settore dei rally e dell'automobilismo. La sue passioni più grandi sono la scrittura, la moda e la cultura. Responsabile dei blog di VelvetMAG: VelvetPets (www.velvetpets.it) sulle curiosità del mondo animale e di BIOPIANETA (www.biopianeta.it) sui temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità.

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