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Guerra in Ucraina: probabile strage di delfini

Secondo diverse denunce la guerra in Ucraina avrebbe potuto portare, tra le sue tragiche conseguenze, anche una strage di delfini nel Mar Nero. Questo quanto affermerebbe il ricercatore del National Nature Park Tuzlivski Iymany, Ivan Rusev; denuncia alla quale oggi si aggiunge quella della Turkish Marine Research Foundation (Tudav). Gli esemplari ritrovati senza vita sarebbero attualmente più di 80.

Secondo diversi indagini la guerra in Ucraina, tra i suoi drammatici risvolti, potrebbe essere anche responsabile della mortalità crescente di delfini nel Mar Nero. Questo quanto ipotizzato dal ricercatore del National Nature Park Tuzlivski Iymany, Ivan Rusev; ed ulteriori conferme sembrerebbero arrivare dalla Turkish Marine Research Foundation (Tudav).

Gli esemplari trovati senza vita sarebbero più di 80 e si troverebbero, in particolare, tra la Turchia e la Bulgaria. A disturbare i cetacei l’intensa attività militare; questa, oltre a disorientare gli animali, li costringerebbe a gettarsi, involontariamente, anche nelle reti da pesca.

Le probabili cause della morte di delfini

La guerra in Ucraina continua a portare con sé una tragica scia di morte; e oltre alle moltissime vite umane, sono tanti anche gli animali che stanno morendo a causa del conflitto. Oltre alle creature uccise dagli scontri armati, alla lista di vittime potrebbero aggiungersi anche più di 80 delfini morti nel Mar Nero; secondo i ricercatori, infatti, l’intensa attività militare potrebbe essere la principale responsabile della crescente mortalità di questa specie. L’inquinamento sonoro, infatti, potrebbe costringere i cetacei a spostarsi a Sud, verso le sponde della Turchia e della Bulgaria; lì sono bloccati o catturati nelle reti da pesca.

Gli esemplari trovati senza vita da febbraio ad oggi sono Delphinus delphis, delfini comuni; secondo la Turkish Marine Research Foundation (Tudav) il numero degli animali trovato morto rappresenta “un aumento straordinario“. Dalle prime indagini, sarebbe emerso che la metà dei delfini sarebbe morto, dopo essere rimasto impigliato nelle reti da pesca; l’altra metà, invece, è deceduta per cause ancora da scoprire. Come scrive La Zampa, il dottor Bayram Ozturk, presidente di Tudav, avrebbe dichiarato: “Il trauma acustico è una delle possibilità che mi vengono in mente. Non abbiamo prove su ciò che il sonar a bassa frequenza può causare nel Mar Nero; perché non abbiamo mai visto così tante navi e così tanto rumore per così tanto tempo e la scienza richiede sempre prove“.

Inquinamento acustico letale

Per i delfini il suono è fondamentale alla sopravvivenza; è attraverso il suono che questi animali si orientano, trovano il cibo e evitano i pericoli. Proprio per questo, un intenso e incessante rumore sottomarino potrebbe avere degli effetti, persino, letali sui cetacei. Come scrive ancora La Zampa, secondo il dottor Pavel Goldin, ricercatore presso l’Accademia nazionale delle scienze ucraina: “Mentre il trauma acustico può spiegare gli spiaggiamenti, il costante rumore subacqueo causato dalle attività militari potrebbe invece essere all’origine del tasso di catture accessorie più elevato“. A causa del rumore, infatti, non è da escludere che i delfini si dirigano verso luoghi sconosciuti, pur di evitarlo.

Tuttavia, gli scienziati ammettono che potrebbero esserci altre cause più ‘naturali’; ma con la guerra in atto è difficile riuscire a mettere in pratica ricerche più approfondite. “Ci sono dozzine di navi nel Mar Nero, ma non sappiamo nemmeno quanto spesso usano il sonar” ha affermato Ozturk. La guerra in Ucraina, non solo pone un freno forzato alla ricerca, ma allo stesso tempo non permette di capire quali altre specie potrebbero essere a rischio. Quindi, seppur non si può affermare al 100% che sia l’attività militare a causare la morte dei delfini, di certo è assolutamente veritiero affermare che la guerra non porta beneficio a nessuno e in alcun modo; né agli animale, né agli esseri umani.

Francesca Perrone

Cultura, Ambiente & Pets Messinese trasferita a Roma per gli studi prima in Scienze della Comunicazione Sociale presso l'Università Pontificia Salesiana, con una tesi su "Coco Chanel e la rivoluzione negli abiti femminili", poi per la specializzazione in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo alla Sapienza. Collabora con l'Agenzia ErregiMedia, curando rassegne stampa nel settore dei rally e dell'automobilismo. La sue passioni più grandi sono la scrittura, la moda e la cultura. Responsabile dei blog di VelvetMAG: VelvetPets (www.velvetpets.it) sulle curiosità del mondo animale e di BIOPIANETA (www.biopianeta.it) sui temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità.

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