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Curiosità

Giornata Mondiale del Cane in Ufficio: possibile renderla una vera abitudine

La Giornata Mondiale del Cane in Ufficio, che oggi si sta diffondendo in sempre più paesi, nasce dalla versione inglese del National Take Your Dog to Work Day. Si celebra a partire dagli Anni ’90 e, come stabilito dalla cultura anglosassone, si festeggia il primo venerdì dopo la festa inglese del papà; ecco perché quest’anno 2022 ricade il 24 giugno.

Porta il tuo cane a lavoro” questo è, di base, lo slogan che anima la Giornata Mondiale del Cane in Ufficio. Questa ricorrenza nasce in terra anglosassone, ma oggi ha preso sempre più piede in tanti paesi del mondo (Italia compresa). Sono diverse le aziende, a partire dai grandi colossi come Google e Amazon, che scelgono di adottare questa pratica pet-friendly.

Tale ricorrenza, celebrata per la prima volta del 1999, nasce con un doppio scopo: permettere ai proprietari di condividere anche le ore di lavoro con il proprio quattro zampe e sensibilizzare verso le adozioni. Infatti, attraverso questa Giornata, chi non condivide la sua vita con un animale domestico potrebbe essere affascinato dal rapporto che vede tra il suo collega e il pet e scegliere a sua volta la strada dell’adozione.

Gli obiettivi della Giornata Mondiale del Cane in Ufficio

La Giornata Mondiale del Cane in Ufficio, negli anni, ha assunto un ruolo sempre più predominante per le imprese che hanno deciso di declinare verso questa policy aziendale. Difatti, in tanti hanno dimostrato i benefici di poter condividere le proprie ore di lavoro in compagnia dell’amato animale domestico; maggiore sensazione di soddisfazione nel dipendente e migliori prestazioni lavorative. Ma lo scopo di questa ricorrenza, così come voluto dalla sua fondazione, è anche (e soprattutto) quello di migliorare la condizione degli animali, anche quelli che non hanno un proprietario; sensibilizzare verso le adozioni e ‘liberare’ i cani dai rifugi. Obiettivo che, in qualche modo, sembra essere stato raggiunto; il sito National Today, a tal proposito, specifica che circa 300 aziende hanno ospitato il Take Your Dog to Work Day nel 1999 e da allora la popolarità della festa è cresciuta costantemente. Oltre vent’anni dopo, oltre 63 milioni di famiglie statunitensi possiedono almeno un cane.

Dopo la Pandemia il desiderio di condividere più tempo con il proprio animale domestico si è accresciuto; lo smart working, del resto, ha reso ‘protagonisti’ delle giornate lavorative dei proprietari tanti quattro zampe e tanti mici. Tornare in ufficio, però, ha costretto tanti a riabituarsi al distacco dai pet per andare a lavoro; ecco che allora il desiderio di rendere la Giornata Mondiale del Cane in Ufficio, una ricorrenza effettiva e più permanente si è diffusa fra molte persone. Diverse le aziende che stanno considerando questa possibilità; innegabile, infatti, il beneficio di portare un cane a lavoro. Beneficio in termini di umore, di accoglienza e di reputazione aziendale.

Le regole e i benefici

Come afferma la Dott.ssa Maria Chiara Catalani, Esperto MYLAV: “Il cane in ufficio porta gioia, un po’ di informalità che non guasta mai e soprattutto tanto divertimento. Se però decidiamo di portarlo con noi al lavoro, anche se si tratta di poche volte all’anno, è fondamentale rispettare alcune regole di base per evitare che Fido stia male e non viva serenamente la trasferta“. Importante, dunque prendersi cura dell’animale e delle sue abitudini anche in ufficio e garantire la serenità del pet (così come di tutto l’ambiente lavorativo).

Come rivela una ricerca interna del Gruppo Mars (Mars, Royal Canin e AniCura), il 64% dei rispondenti è proprietario di un pet; di questi, il 96% sostiene che portare l’animale a lavoro possa rallegrare le ore lavorative di tutti. Come si legge su Ansa, infatti, sembra essere dimostrato che la presenza del cane in ufficio riduca lo stress; (93%); ed inoltre, migliori le relazioni (79%) e aiuti ad aumentare l’attaccamento all’azienda (91%). Insomma, rispettando le regole necessarie ad una convivenza pacifica fra tutti, il pet a lavoro potrebbe essere una ‘soluzione’ positiva per chiunque sia coinvolto in questa azione pet-friendly.

Francesca Perrone

Cultura, Ambiente & Pets Messinese trasferita a Roma per gli studi prima in Scienze della Comunicazione Sociale presso l'Università Pontificia Salesiana, con una tesi su "Coco Chanel e la rivoluzione negli abiti femminili", poi per la specializzazione in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo alla Sapienza. Collabora con l'Agenzia ErregiMedia, curando rassegne stampa nel settore dei rally e dell'automobilismo. La sue passioni più grandi sono la scrittura, la moda e la cultura. Responsabile dei blog di VelvetMAG: VelvetPets (www.velvetpets.it) sulle curiosità del mondo animale e di BIOPIANETA (www.biopianeta.it) sui temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità.

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