Carlino: 5 personaggi storici innamorati pazzi di questa razza

L’origine del Carlino risale all’antica Cina. Infatti, cani chiamati “dal muso corto” (sebbene più alti e robusti di quelli che siamo abituati a vedere, che sono il frutto della selezione umana più moderna) sono descritti in documenti datati circa 600 a.C. Quando poi, tra il Cinquecento e il Seicento, la Cina iniziò gli scambi commerciali con l’Europa, i commercianti iniziarono a portare con sé piccoli cani come doni dall’Oriente: ovvero i Carlini. Il successo di questi animali da compagnia fu pressoché immediato. E sono tanti i personaggi di diverse epoche che si innamorarono di questa razza di cane. Noi ve ne presentiamo cinque.

La storia racconta che Guglielmo I di Inghilterra non si separasse mai dai suoi Carlini, anche perché doveva la vita a uno di loro. Nel 1573, infatti, nel corso della guerra che seguì la sommossa delle Province Unite contro gli Spagnoli, un commando nemico si apprestava a penetrare nel suo accampamento per ucciderlo. Guglielmo, però, fu svegliato dall’abbaiare del suo Carlino di nome Pompei, accucciato nella sua stessa tenda. Anche la famosa regina di Francia Maria Antonietta era pazza dei suoi Carlini e la leggenda vuole che il suo cagnolino più fidato, da cui sembra non si separasse quasi mai, l’avesse accompagnata fino alla ghigliottina camminando come sempre, sotto le sue gonne.

Anche Napoleone Bonaparte ebbe a che fare con un Carlino. La sua consorte Giuseppina ne possedeva uno di nome Fortune, che sembra detestasse l’imperatore e gli impedisse ostinatamente l’ingresso nella stanza della moglie. Napoleone stesso narra il fatto: “Era il padrone assoluto del letto di Madame, quando la sposai chiesi, inutilmente, di allontanarlo, ma mi dissero che avrei dovuto scegliere una diversa sistemazione o accettarlo. Quindi, sebbene contrariato, non ebbi scelta: si trattava di prendere o lasciare. Il diletto cane di Madame fu meno accomodante e porto ancora i segni del suo disappunto sulla mia gamba“.

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Verso la metà del XIX secolo una nuova ondata di Carlini con gambe più corte e l’ormai familiare naso schiacciato furono importati dalla Cina all’Inghilterra. La regina Victoria ne rimase colpita e fu lei a favorire la diffusione dei Carlini color albicocca e fulvi e vietò il taglio delle loro orecchie, decretando fosse una pratica inutile e crudele. Infine, in epoche più recenti, persino Sir Winston Churchill perse la testa per questa razza, tanto che dedicò al Carlino della figlia, una poesia: Little Puggy Wug.

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