Cani: qual è il gioco migliore da fare con loro? Lo studio

Quanti giochi si possono fare insieme al proprio cane? Moltissimi. Ma sapete qual è il modo migliore di giocare sia per loro che per voi? La risposta in una recente ricerca

Giocare con il proprio cane lo aiuta a crescere in maniera sana ed equilibrata (LEGGI ANCHE: GIOCARE TUTTI I GIORNI COL CANE FA BENE). Ma ora, grazie a una recente ricerca americana pubblicata su Animal Cognition, i proprietari possono scoprire quale sia il modo migliore di farlo, ovvero quello che risulta più soddisfacente sia per l’animale che per l’essere umano. Secondo gli studiosi del Barnard College, infatti, il gioco più adatto è quello che preveda una forte interazione fisica con lui.

Sostanzialmente, come scrive anche il sito www.qzlife.it, gli scienziati hanno chiesto a un vasto pubblico video privati che ritraessero scene di gioco con i cani. Sono arrivati 187 video che ritraevano diverse tipologie di gioco: corsa, tiro alla fune, giochi di riporto, di inseguimento, finta lotta, Agility e altre discipline. L’atteggiamento dei cani era sempre molto divertito, soprattutto perché erano in compagnia dei loro proprietari. Da qui la deduzione che ai 4 zampe non importa molto quale sia la disciplina, purché si faccia qualcosa insieme. Loro, tendenzialmente sono sempre contenti.

A questo punto, però, i ricercatori hanno preso in esame il comportamento degli esseri umani. Basandosi sull’interazione vocale, ossia sulla quantità di parole ed esclamazioni dei proprietari, ma anche sull’ampiezza e frequenza di risate e sorrisi, i ricercatori hanno scoperto che le attività che prevedono il contatto o la vicinanza con il cane sono quelle che danno maggior soddisfazione ai proprietari.

Del resto, gli studiosi hanno notato anche un’altra cosa: sia veterinari che istruttori cinofili tendono a toccare spesso i cani, a interagire con loro a livello fisico oltre che verbale. Questo permette loro di controllare posture e movimenti, ma è anche qualcosa che offre soddisfazione e divertimento, perché li fa sentire parte del gioco, in modo più diretta.

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