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Come addestrare un cane da tartufo: l’età giusta per iniziare

Il cane da tartufo è un accompagnatore indispensabile durante l’attività di ricerca; la legge italiana infatti vieta di cercare il tartufo senza un quattro zampe addestrato. L’animale fiuta il fungo e permette di trovarlo senza che venga danneggiato il territorio intorno. Tuttavia, anche se non esiste una razza specifica per questo compito, è importante addestrare i cani, affinché imparino con pazienza e precisione a rispondere ai comandi dei proprietari.

Cane da tartufo: come addestrarlo

Come per ogni altra disciplina che prevede l’addestramento degli animali, il cane da tartufo deve essere abituato a questa attività per mezzo di passaggi specifici. Le fasi devono procedere in maniera graduale e richiedono molta pazienza da parte del conduttore; proprio per questo esistono infatti addestratori specializzati in queste tecniche. Il primo elemento imprescindibile è il rapporto di fiducia e collaborazione che si deve creare tra il quattro zampe e il proprietario, solo in questo modo l’addestramento potrà andare a buon fine. Le prime sedute tuttavia non devono durare più di 15 minuti, il tempo da dedicare all’attività potrà essere aumentato con il passare dei giorni e dell’attenzione dell’animale.

Le tecniche e i comandi

L’addestramento del cane da tartufo prevede i primi comandi comuni a tutti i tipi di discipline cinofile (ad esempio, “seduto”, “vieni”, “a terra”); a questi si aggiungono i comandi specifici per la ricerca del fungo, ovvero: “Porta – Vai – Cerca – Dov’è – Lascia”. L’importanza dei richiami è dovuta al fatto che in questo modo il quattro zampe potrà recuperare il tartufo, senza distruggerlo o mangiarlo. Esistono degli esercizi, basati sul gioco, che permettono di facilitare questa attività; ed è utile sapere che, ad ogni risposta positiva dell’animale, è bene premiarlo. Come per la maggior parte delle attività da insegnare ad un quattro zampe, iniziare questa fase di addestramento con i cuccioli è un’ottima idea. Il cane deve essere “svezzato”, magari facendolo giocare con uno straccio o un gioco impregnato dell’odore del tartufo; così l’animale potrà facilmente riconoscere l’odore. La seconda fase prevede poi l’utilizzo di un ovetto metallico con all’interno il tartufo; così il cane imparerà a non masticare il tubero. Infine si potrà incominciare a sotterrare l’ovetto contenente il tartufo; tuttavia l’animale sarà definitivamente un cane da tartufo, solo dopo aver superato due specifiche prove olfattive.

Francesca Perrone

Cultura, Ambiente & Pets Messinese trasferita a Roma per gli studi prima in Scienze della Comunicazione Sociale presso l'Università Pontificia Salesiana, con una tesi su "Coco Chanel e la rivoluzione negli abiti femminili", poi per la specializzazione in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo alla Sapienza. Collabora con l'Agenzia ErregiMedia, curando rassegne stampa nel settore dei rally e dell'automobilismo. La sue passioni più grandi sono la scrittura, la moda e la cultura. Responsabile dei blog di VelvetMAG: VelvetPets (www.velvetpets.it) sulle curiosità del mondo animale e di BIOPIANETA (www.biopianeta.it) sui temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità.

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