Perché gli animali si ammalano di Covid: tutte le specie contagiate fino ad ora

Cani, gatti, criceti, ma anche tigri, scimmie e ippopotami sono tra le vittime colpite dal Covid; il virus, che ha comportato il diffondersi della Pandemia, ha coinvolto anche gli animali. Sono diverse, e sempre di più, le specie che contraggono la malattia, che in certi casi può risultare grave, così come per gli esseri umani. Nel corso di questi mesi, abbiamo raccolto e raccontato diversi casi presso gli zoo e gli allevamenti e in alcune circostanze, purtroppo, le complicazioni hanno portato alla conseguenza più grave in assoluto: la morte.

Se per gli ippopotami dello zoo di Anversa il Covid ha rappresentato la comparsa di un raffreddore più insistente, nel Nebraska il Coronavirus ha ucciso tre rari esemplari di leopardi delle nevi. A perire con estrema facilità, a causa delle complicazioni derivate dal virus, sono anche i criceti e altri animali colpiti da pericolose crisi respiratorie. Se i gorilla nel giardino zoologico di San Diego non hanno riscontrato gravi conseguenze, lo stesso non si può dire per Ozzie il 60enne primate dello zoo di Atlanta.

ippopotami Covid

L’appello dei veterinari

Sono tanti gli animali degli zoo e anche gli animali domestici che, nel corso della Pandemia, sono stati colpiti dal Covid-19; i veterinari, a tal proposito, lanciano un allarme importante e invitano a tenersi lontani dai propri pets, qualora si contragga il virus. Sono gli umani, infatti, nella maggior parte dei casi a contagiare gli animali; per questo gli esperti raccomandano di non coccolarli o avvicinarsi (soprattutto senza dispositivi di protezione).

La situazione, secondo quanto descritto dal Journal of Virology e riportata da Ansa, varia da specie a specie; ad esempio, una specie di cervo diffusa nelle Americhe può trasmettere il virus da individuo ad individuo, mentre i cani nelle case sembrano essere meno vulnerabili rispetto ai gatti. Per molti mici, infatti, il Covid-19 è risultato letale. Secondo gli esperti interpellati dal Guardian, che sottolineano quanto per i mammiferi lo sviluppo della Pandemia risulti ancora un’incognita, ogni specie potrebbe sviluppare il virus in maniera del tutto autonoma. Si legge su Ansa: “Noi ci concentriamo per sradicare il virus dagli esseri umani, ma in questo momento il virus potrebbe mutare in silenzio in altre specie animali diventando sempre più ingestibile“; questo l’allarme lanciato da Margaret Hosie, docente di virologia comparata all’università di Glasgow.

cervo

Il Covid tra gli animali: vaccini e diffusione

Nonostante le specie che hanno contratto il virus siano varie e appartenenti a razze differenti, sembra che gli animali selvatici sia i più ‘immuni‘; lo stesso non si può dire per gli animali domestici e per quelli cresciuti in cattività o negli allevamenti (a conferma di questo ultimo caso, migliaia, sono i casi di visoni abbattuti nel mondo).

Tuttavia, in diverse circostanze si sono creati anche dei vaccini appositi per gli animali; in Russia i veterinari hanno somministrato a cani e gatti un prodotto chiamato Karnivak-Kov. Mentre negli Usa è autorizzato per gli animali il vaccino Zoetis. Come scrive ancora Ansa, Rebecca Fisher, epidemiologa della A&MUniversity del Texas, consiglia apertamente di “non coccolarli troppo se siete malati o convalescenti. Dobbiamo fare del nostro meglio per proteggerli, come faremmo con i bambini“.

gatti

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