Cani, come insegnare ai cuccioli a non fare i bisogni in giro per casa: l’errore comune da evitare assolutamente

Educare un cucciolo a fare i bisogni fuori casa è una delle prime sfide che ogni proprietario di cane deve affrontare. Questo processo richiede pazienza, coerenza e una comprensione approfondita del comportamento canino. 

I cuccioli non nascono con il controllo completo degli sfinteri. Questo significa che non riescono a trattenere l’urina o le feci fino a raggiungere un luogo appropriato per evacuare.

cucciolo che ha appena fatto pipì sul tappeto
Come insegnare al cucciolo dove deve fare pipì – foto: Canva – velvetpets.it

La mancanza di controllo è dovuta a fattori fisiologici e non rappresenta un problema di comportamento o educazione. Con il tempo, tuttavia, impareranno a controllarsi attraverso l’abitudine e la pratica.

Insegnare al cane a non fare i bisogni dove vuole

Ci sono momenti specifici durante la giornata in cui è più probabile che un cucciolo debba fare i suoi bisogni: dopo aver mangiato, bevuto abbondantemente, giocato intensamente o appena sveglio. Portare il cucciolo all’esterno – in questi precisi momenti – o in uno spazio designato per lui potrà facilitarne l’apprendimento. L’utilizzo delle traversine può sembrare una soluzione comoda, ma presenta diverse controindicazioni. Insegnano al cane che è accettabile sporcare all’interno della casa, creando confusione sul dove sia appropriato farlo realmente. È importante evitare di abituare il cucciolo ad usare le traversine come toilette permanente.

cucciolo sgridato dalla proprietaria
Meglio non sgridare eccessivamente il cucciolo se fa la pipì nel posto sbagliato – foto: Canva – velvetpets.it

Per aiutare i cuccioli nel loro processo di apprendimento è fondamentale aumentare la frequenza delle uscite all’esterno. Idealmente dovrebbero essere portati fuori ogni due ore, anche se ciò può rappresentare un impegno significativo per il proprietario. Coloro che hanno accesso a un giardino privato possono trovare questa fase leggermente più semplice rispetto ai residenti in appartamento.

Attenzione, è molto importante mantenere la calma se si dovesse verificare quello che possiamo chiamare “piccolo incidente domestico”, e pulire senza sgridare il cucciolo; infatti, potrebbe non avere ancora sviluppato pienamente il controllo degli sfinteri o potrebbe non comprendere cosa ci si aspetta da lui. Utilizzare detergenti enzimatici anziché prodotti contenenti ammonio o candeggina può prevenire ulteriormente marcature indesiderate nella stessa area. Incoraggiando positivamente il cucciolo mentre fa i suoi bisognini all’esterno con parole chiave come “pipì”, gradualmente assocerà queste parole al comportamento desiderato rendendo più semplici future uscite, anche in condizioni meteo avverse.

Sebbene esplorino spesso con la bocca ciò che trovano interessante – incluse talvolta le proprie deiezioni – questo comportamento può essere normale fino a certa misura, ma se diventa compulsivo è consigliabile consultarsi con un veterinario per escludere problematiche sanitarie anche serie. Se entro 5-6 mesi d’età un cucciolo continua a sporcare in casa potrebbe indicare che qualcosa nel processo educativo non sta funzionando come dovrebbe; in questi casi, rivolgersi ad un professionista dell’educazione cinofila può offrire strategie personalizzate ed efficaci, basate sulle specifiche necessità del cane e del suo ambiente familiare. Educandolo con pazienza ed empatia, riusciremo ad accompagnarlo verso una maturità comportamentale soddisfacente, garantendogli benessere psicofisico ed evitandoci stress domestici legati alla gestione dei suoi bisognini.

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