News

Multa dopo 390 giorni per il biglietto del cane in treno: cosa dice la legge

Multa dopo 390 giorni per il biglietto del cane in treno: cosa dice la legge

Multa da 315 euro per il biglietto del cane in treno: la storia di Eleonora e quello che tutti i viaggiatori con animali dovrebbero sapere

Trecentoquindici euro e cinquantasei centesimi. Arrivati per posta quasi tredici mesi dopo un viaggio in treno regionale, come un fulmine a ciel sereno in una mattina qualunque di agosto 2026. È questa la storia di Eleonora Berretti, 39 anni, psichiatra di Lugo, che si è trovata al centro di un caso diventato rapidamente un caso nazionale: la multa per il biglietto del cane in treno che lei, stando a quanto dichiarato, aveva cercato di acquistare senza riuscirci, perché il sistema online le aveva risposto che il servizio non era vendibile in Emilia-Romagna. Una vicenda che solleva domande importanti non solo sul funzionamento dei sistemi di vendita ferroviari, ma anche su come noi proprietari di animali possiamo muoverci — letteralmente — in modo consapevole e sereno quando decidiamo di portare il nostro cane con noi.

Cosa è successo: la vicenda di Eleonora Berretti

Eleonora Berretti, psichiatra trentanovenne residente a Lugo, in provincia di Ravenna, ha raccontato la sua esperienza attraverso diverse testate giornalistiche, tra cui il Corriere della Sera e Il Fatto Quotidiano. Prima di salire su un treno regionale Trenitalia, aveva tentato di acquistare online il biglietto per il suo cane. Il sistema, però, le aveva restituito un messaggio inequivocabile: il servizio non era vendibile in Emilia-Romagna. Impossibilitata ad acquistare il titolo di viaggio per via digitale, e senza aver trovato — a suo dire — assistenza utile da parte del personale, aveva viaggiato comunque. Il cane era a bordo senza biglietto e senza trasportino.

Fin qui, una situazione scomoda ma non eccezionale: capita, a chi viaggia con animali, di trovarsi in un limbo burocratico. Quello che ha reso il caso davvero clamoroso è arrivato dopo: la sanzione di €315,56 è stata recapitata ad Eleonora 390 giorni dopo il viaggio. Quasi un anno e un mese dopo. In un momento in cui il ricordo del viaggio era probabilmente già sbiadito, e in cui nessuna contestazione era stata elevata sul momento dal personale di bordo.

Eleonora ha scelto di non pagare e di presentare un esposto. La vicenda è ancora aperta, e non è possibile sapere — allo stato attuale — come si concluderà. Ma il clamore suscitato ha già fatto emergere una domanda che riguarda chiunque abbia mai viaggiato o voglia viaggiare in treno con il proprio animale domestico: quali sono esattamente le regole? E cosa succede quando il sistema non funziona?

Il nodo del biglietto per il cane in treno: cosa sappiamo con certezza

La vicenda di Eleonora mette in luce una zona grigia che molti proprietari di cani conoscono bene: acquistare un biglietto per il proprio animale non è sempre semplice come sembra. Nel caso specifico, il sistema online di Trenitalia ha risposto che il servizio non era vendibile per i viaggi in Emilia-Romagna. Questo tipo di errore — o limitazione — del sistema informatico è al centro della contestazione della psichiatra di Lugo: come si può essere multati per non aver acquistato un biglietto che il sistema stesso non permetteva di acquistare?

È una domanda legittima, e il fatto che la sanzione sia arrivata 390 giorni dopo il viaggio rende tutto ancora più complicato. A distanza di così tanto tempo, recuperare prove della propria buona fede — screenshot del messaggio di errore, email di assistenza, qualsiasi traccia del tentativo di acquisto — diventa un’impresa ardua per chiunque.

Quello che emerge con chiarezza dalla vicenda è che il cane viaggiava senza biglietto e senza trasportino. Entrambe le condizioni, stando alle regole generalmente applicate sui treni regionali, costituiscono una violazione. Ma la presenza di un malfunzionamento del sistema di vendita, documentato o meno, è esattamente il tipo di circostanza attenuante che può essere fatta valere in sede di ricorso o esposto.

👉 Leggi anche: ITA Airways rivoluziona i voli: da agosto 2026 i cani fino a 30 kg viaggiano in cabina

Viaggiare in treno con il cane: le regole generali da tenere a mente

Anche se le normative specifiche di Trenitalia e RFI non rientrano tra i fatti verificati di questa vicenda, è utile — anzi, necessario — ragionare su cosa significa portare un cane in treno in modo corretto, per evitare di trovarsi nella situazione di Eleonora. Ecco i punti fondamentali che ogni proprietario responsabile dovrebbe conoscere prima di salire a bordo.

Il trasportino: quando è obbligatorio e quando no

Sui treni regionali italiani, i cani di piccola taglia possono generalmente viaggiare nel trasportino, che deve rispettare determinate dimensioni massime. I cani di taglia media o grande, invece, richiedono un biglietto apposito e devono viaggiare con guinzaglio e museruola. La distinzione tra “piccolo” e “grande” non è sempre intuitiva, e le regole possono variare a seconda del tipo di treno e dell’accordo tra Trenitalia e le singole Regioni per i servizi regionali. Nel caso di Eleonora, il cane viaggiava senza trasportino: questo, indipendentemente dalla questione del biglietto, costituisce già di per sé una potenziale irregolarità.

Il biglietto per l’animale: dove e come acquistarlo

Il biglietto per il cane in treno può essere acquistato online, alle biglietterie fisiche o alle macchinette self-service presenti nelle stazioni. Il fatto che il sistema online abbia restituito un messaggio di errore nel caso di Eleonora non significa necessariamente che il biglietto fosse impossibile da ottenere: avrebbe potuto essere acquistato allo sportello o alla macchinetta. Questo è un punto importante da tenere a mente: se il canale digitale non funziona, è sempre consigliabile verificare le alternative fisiche prima di salire a bordo. Non farlo non costituisce automaticamente una scusante, anche se può essere un elemento da far valere in un ricorso.

Cosa fare se il sistema non funziona

Se vi trovate nella situazione in cui il sistema online non vi permette di acquistare il biglietto per il vostro animale, la cosa più saggia è documentare tutto immediatamente: uno screenshot del messaggio di errore, l’orario e la data del tentativo, eventualmente una email all’assistenza clienti. Poi recatevi allo sportello fisico o alla biglietteria automatica. Se anche lì non fosse possibile acquistare il titolo, chiedete al personale di stazione di mettere per iscritto l’impossibilità del servizio, o almeno prendete nota del nome dell’operatore e dell’orario. Sono dettagli che, come dimostra la vicenda di Eleonora, possono fare la differenza 390 giorni dopo.

Il fattore tempo: 390 giorni sono troppi?

Uno degli aspetti più discussi di questa storia è proprio l’enorme lasso di tempo trascorso tra il viaggio e la notifica della sanzione. Trecentonovanta giorni sono più di un anno. Per molti, questa circostanza sembra quasi surreale: come è possibile che una multa per un biglietto del cane in treno arrivi così tardi?

Sul piano strettamente legale, i termini di prescrizione per le sanzioni amministrative in Italia sono regolati da norme specifiche, ma i dettagli di come si applicano a questo caso concreto non sono tra i fatti verificati disponibili. Quello che possiamo dire con certezza è che Eleonora ha scelto di non pagare e di presentare un esposto, contestando sia il merito della sanzione — alla luce del malfunzionamento del sistema — sia, presumibilmente, le modalità e i tempi con cui è stata notificata. Il risultato di questo percorso non è ancora noto.

Quello che la vicenda insegna, però, è che non bisogna dare per scontato che una sanzione non notificata sul momento non possa arrivare in seguito. I sistemi di controllo sui trasporti pubblici possono incrociare dati in modo differito, e una multa non contestata in tempo utile rischia di diventare definitiva per decadenza dei termini di ricorso. Motivo in più per agire subito, se si ritiene di essere nel giusto.

👉 Leggi anche: Vacanze con il pet: checklist pre-partenza e consigli per il viaggio

Perché questa storia riguarda tutti noi che viaggiamo con gli animali

La vicenda di Eleonora Berretti ha fatto notizia perché unisce elementi che toccano corde sensibili: la burocrazia che non funziona, la sanzione che arriva quando meno te l’aspetti, e — sullo sfondo — la questione concreta e quotidiana di come portare il proprio cane in giro in modo legale e sereno. In Italia ci sono milioni di famiglie con animali domestici, e la mobilità con il proprio cane è una necessità reale, non un capriccio.

Eppure, quante persone sanno con certezza quali sono le regole per il loro specifico treno, sulla loro specifica tratta, con il loro specifico cane? La risposta onesta è: poche. Le normative sui trasporti ferroviari con animali sono frammentate, variano tra servizi nazionali e regionali, e non sempre sono comunicate in modo chiaro e accessibile. Il caso di Eleonora è, in questo senso, anche un campanello d’allarme per le istituzioni: se il sistema di vendita dei biglietti per gli animali è difettoso, o se le regole non sono chiare, le conseguenze ricadono sui passeggeri.

L’importanza di informarsi prima di partire

Prima di salire su qualsiasi treno con il vostro cane, dedicate qualche minuto a verificare le condizioni di trasporto sul sito ufficiale del vettore, o contattando direttamente l’assistenza clienti. Conservate sempre la ricevuta del biglietto dell’animale, anche digitale. Se viaggiate su treni regionali, ricordate che le condizioni possono differire da quelle dei treni a lunga percorrenza, e che gli accordi tra Trenitalia e le singole Regioni possono introdurre varianti locali.

Non è una questione di diffidenza o paranoia: è semplicemente il modo più efficace per proteggere voi stessi e garantire al vostro animale la possibilità di viaggiare con voi senza intoppi. Un biglietto in più non pesa nulla; una multa da oltre 300 euro, invece, fa molto più male — soprattutto se arriva dopo 390 giorni, quando il viaggio era già dimenticato.

Cosa fare se ricevete una sanzione simile

Se vi trovaste nella situazione di ricevere una multa per il biglietto del cane in treno, ecco i passi più razionali da seguire:

  • Non ignorare la notifica. Anche se la sanzione vi sembra ingiusta, i termini per presentare ricorso sono perentori. Ignorare il documento non fa sparire la multa.
  • Raccogliete tutta la documentazione disponibile. Screenshot, email, ricevute di tentativi di acquisto, qualsiasi elemento che dimostri la vostra buona fede o un malfunzionamento del sistema.
  • Valutate il ricorso. In Italia è possibile presentare ricorso amministrativo o giudiziario contro le sanzioni che si ritengono illegittime. Un’associazione di consumatori o un legale possono aiutarvi a capire se ne vale la pena nel vostro caso specifico.
  • Contattate un’associazione di consumatori. Organizzazioni come Altroconsumo o Codacons offrono supporto in casi come questo e possono orientarvi sulle procedure corrette.
  • Segnalate il malfunzionamento. Se il sistema di vendita non funzionava, segnalarlo formalmente — sia al vettore che, se necessario, all’Autorità di Regolazione dei Trasporti — può contribuire a migliorare il servizio per tutti.

Una storia che merita un finale giusto

Non sappiamo ancora come andrà a finire per Eleonora Berretti. La sua scelta di non pagare e di presentare un esposto è coraggiosa, e il fatto che la sua storia abbia trovato spazio su testate nazionali come il Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano e Sky TG24 dimostra che ha toccato un nervo scoperto. Molti proprietari di animali si sono riconosciuti nella sua frustrazione: quella di fare le cose bene, o almeno di provarci, e trovarsi ugualmente in difficoltà per colpa di un sistema che non funziona.

La speranza è che casi come questo spingano i gestori dei trasporti a rendere più semplice, chiara e affidabile la procedura di acquisto del biglietto per gli animali. Fino ad allora, la cosa più efficace che possiamo fare è informarci, documentare e — quando necessario — far valere i nostri diritti con determinazione. I nostri cani non possono farlo da soli: tocca a noi farlo per loro.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.