Quando un gattino nasce con qualcosa di straordinario, il mondo se ne accorge — e nel caso di Erebus Anomaly, un Maine Coon dal manto nero fumo cresciuto a Kaukauna, Wisconsin, l’eccezionale si è trasformato in un primato ufficiale. Erebus è il gatto con 29 dita che ha conquistato il Guinness World Records nel 2026, diventando il felino con più dita mai registrato al mondo. Una storia che parla di genetica, di meraviglia e di quanto la natura sappia sorprenderci anche nelle forme più inaspettate.
Un cucciolo straordinario fin dal primo giorno
Erebus Anomaly è un Maine Coon Black Smoke European, nato nel marzo 2026 in una cucciolata di tre esemplari. I suoi proprietari, Kendra Vandenbloomer e Hunter Nett, lo hanno accolto in casa a Kaukauna, una piccola città del Wisconsin, senza immaginare che quel batuffolo di pelo scuro avrebbe presto fatto il giro del mondo. Il terzo cucciolo della cucciolata è andato a una famiglia nel Tennessee, ma è Erebus ad aver catturato l’attenzione globale grazie a una caratteristica genetica del tutto fuori dal comune.
La distribuzione delle sue 29 dita è precisa e quasi simmetrica nella sua asimmetria: tre zampe contano sette dita ciascuna, mentre la quarta ne conta addirittura otto. Per capire quanto sia straordinario, basta un confronto: la maggior parte dei gatti ha quattro dita per zampa, più un dito accessorio anteriore detto dewclaw, per un totale standard di diciotto dita. Erebus ne ha quasi il doppio.
Il nome scelto dai proprietari non è casuale: Erebus nella mitologia greca è la personificazione delle tenebre primordiali, figlio del Caos. Abbinato al cognome Anomaly — anomalia — il nome del gatto sembra quasi un manifesto: una creatura nata dall’oscurità e dalla differenza, destinata a distinguersi.
Cos’è la polidattilia e perché colpisce così spesso i Maine Coon
La condizione che rende Erebus così speciale si chiama polidattilia, dal greco polydaktylos, ovvero “dalle molte dita”. Si tratta di una variazione genetica che porta alla formazione di un numero superiore al normale di dita su una o più zampe. Non è una malattia nel senso stretto del termine: nella grande maggioranza dei casi, i gatti polidattili vivono una vita piena, attiva e del tutto normale.
La polidattilia è causata da una mutazione del gene Pd, che agisce in modo autosomico dominante: basta ereditare una sola copia del gene mutato da uno dei genitori per manifestare la caratteristica. Questo significa che la condizione si trasmette con relativa facilità all’interno di linee genetiche in cui è già presente.
Il Maine Coon è una delle razze felini storicamente più associate alla polidattilia. Le origini di questa predisposizione affondano nel Nordamerica coloniale: si racconta — e la storia è suffragata da evidenze storiche — che i gatti polidattili fossero particolarmente apprezzati dai marinai del New England perché le zampe extra conferivano loro una presa migliore sulle superfici scivolose delle navi. Il porto di Boston, in particolare, era noto per la presenza di questi gatti “a sei dita”. Col tempo, la caratteristica si è consolidata geneticamente in alcune linee di Maine Coon, tanto che oggi la razza è considerata predisposta alla polidattilia in misura maggiore rispetto ad altre razze.
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Anche Ernest Hemingway era famoso per il suo amore verso i gatti polidattili: la sua casa a Key West, in Florida, ospitava decine di esemplari, e ancora oggi i discendenti di quei gatti vivono nel museo a lui dedicato. Non è un caso che i gatti polidattili vengano talvolta chiamati informalmente “gatti di Hemingway”.
Nel caso di Erebus, però, il numero di dita supera qualsiasi precedente registrato. I proprietari stessi hanno dichiarato di non sapere con certezza se la condizione sia il risultato di un incrocio selettivo o di una combinazione genetica del tutto fortuita — una domanda che, per ora, rimane aperta.
Il record del Guinness: come si ottiene un riconoscimento simile
Ottenere un riconoscimento dal Guinness World Records non è una formalità. Il processo richiede documentazione rigorosa, verifiche indipendenti e spesso la certificazione di professionisti qualificati — nel caso di un animale, la figura del veterinario è centrale. Kendra Vandenbloomer e Hunter Nett hanno seguito l’iter necessario, raccogliendo prove fotografiche, video e attestazioni mediche che confermassero il conteggio esatto delle dita di Erebus.
Il riconoscimento ufficiale è arrivato nel corso dell’estate-autunno 2026, consacrando Erebus Anomaly come il gatto con più dita al mondo nella storia del Guinness World Records. Un titolo che, per quanto possa sembrare curioso, ha un peso reale: significa che nessun altro felino documentato ha mai raggiunto questo numero. Ventinove dita su quattro zampe è una cifra che, nella biologia felina, rappresenta un’eccezione assoluta.
La notizia ha fatto rapidamente il giro dei media internazionali, dai quotidiani americani come il Post Crescent e il New York Post fino alle testate europee, diventando uno di quei racconti capaci di attraversare le barriere linguistiche e culturali perché parlano un linguaggio universale: quello della meraviglia genuina.
Come vivono i gatti polidattili: benessere e qualità della vita
Una delle prime domande che si pone chiunque senta parlare di un gatto con 29 dita è inevitabile: sta bene? Le dita extra interferiscono con la sua vita quotidiana? La risposta, nella maggior parte dei casi, è rassicurante.
I gatti polidattili, inclusi quelli con un numero di dita molto superiore alla norma, generalmente non soffrono per questa caratteristica. Camminano, saltano, giocano e cacciano con la stessa disinvoltura dei loro simili. In alcuni casi, le dita soprannumerarie possono persino rivelarsi un vantaggio: una zampa più larga offre una presa migliore, una superficie d’appoggio più stabile, e — come notavano i marinai di un tempo — una maggiore agilità su superfici irregolari.
Tuttavia, ci sono aspetti della cura che i proprietari di gatti polidattili devono tenere a mente con particolare attenzione. Il punto più delicato riguarda le unghie: le dita extra, soprattutto se posizionate in modo insolito rispetto alle altre, possono avere unghie che non si consumano naturalmente con l’uso. Questo può portare, se non monitorate, alla crescita eccessiva dell’unghia fino al punto di incurvarsi e penetrare nel cuscinetto plantare, causando dolore e rischio di infezione.
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Per un gatto come Erebus, con ben 29 dita da gestire, la cura delle unghie diventa un impegno ancora più significativo. È fondamentale che i proprietari controllino regolarmente tutte le dita — anche quelle meno visibili o posizionate in punti insoliti — e procedano al taglio delle unghie con la frequenza necessaria. In caso di dubbi o difficoltà, il consiglio è sempre quello di rivolgersi al proprio veterinario di fiducia, che può indicare la tecnica corretta e segnalare eventuali problemi prima che diventino seri.
Un’altra considerazione riguarda le scarpe e i giochi: i gatti polidattili con zampe particolarmente larghe potrebbero avere qualche difficoltà con certi tipi di tiragraffi o superfici progettate per zampe di dimensioni standard. Osservare il proprio gatto mentre interagisce con l’ambiente domestico è sempre il modo migliore per capire se ci sono aggiustamenti da fare.
Il Maine Coon: una razza che non smette di stupire
Erebus appartiene a una delle razze più amate e affascinanti del mondo felino. Il Maine Coon è originario del Maine, negli Stati Uniti, ed è considerato una delle razze naturali più antiche del Nordamerica. È noto per le sue dimensioni imponenti — i maschi adulti possono superare i 9 chilogrammi — per il mantello lungo e folto, per i ciuffi alle orecchie e tra le dita, e per un carattere straordinariamente socievole e giocoso, quasi “canino” nella sua propensione al legame con i proprietari.
Erebus, in quanto Black Smoke European Maine Coon, appartiene a una varietà cromatica particolarmente suggestiva: il mantello appare nero in superficie, ma alla base i peli sono argentati o bianchi, creando un effetto “fumo” che emerge soprattutto quando il gatto si muove. È un aspetto estetico che aggiunge ulteriore fascino a un animale già straordinario per la sua storia genetica.
La razza Maine Coon è anche nota per la sua longevità relativa rispetto ad altre razze di grandi dimensioni, e per una predisposizione ad alcune condizioni mediche specifiche — tra cui la cardiomiopatia ipertrofica e, appunto, la polidattilia — che i proprietari e gli allevatori responsabili tengono sotto controllo attraverso screening regolari. Conoscere la propria razza a fondo è sempre il primo passo per garantire al proprio gatto una vita lunga e serena.
Cosa ci insegna Erebus sul rapporto tra genetica e meraviglia
La storia di Erebus Anomaly non è solo una curiosità da condividere sui social — anche se, naturalmente, il suo fascino visivo è innegabile. È anche un promemoria di quanto la genetica sia un territorio ricco di sorprese, capace di produrre variazioni che sfidano le nostre aspettative senza per questo compromettere il benessere dell’individuo.
In un’epoca in cui si tende a medicalizzare qualsiasi deviazione dalla norma, Erebus ci ricorda che “diverso” non significa automaticamente “malato” o “svantaggiato”. Un gatto con 29 dita può essere un gatto perfettamente sano, felice, amato — e persino record-holder mondiale. La differenza, in questo caso, è diventata un punto di forza, un motivo di curiosità e di connessione tra persone di tutto il mondo che si sono fermate un momento a guardare questo batuffolo di pelo scuro con le zampe straordinarie.
Per Kendra Vandenbloomer e Hunter Nett, Erebus è prima di tutto il loro gatto — con tutto l’affetto, la responsabilità e la meraviglia quotidiana che questo comporta. Il Guinness World Records è un riconoscimento straordinario, ma la vera storia è quella che si scrive ogni giorno a Kaukauna, Wisconsin, tra un controllo delle unghie e una sessione di gioco, con un Maine Coon dal manto di fumo e ventinove dita pronte ad afferrare il mondo. Per approfondire la storia di Erebus con le parole di chi lo conosce meglio, potete leggere il reportage originale del Post Crescent, che racconta da vicino la vita di questo gattino record.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








