Beagle salvato da un laboratorio non lascia il trasportino: la libertà fa paura [VIDEO]

Se siete tra coloro che amano guardare i video degli animali online (a chi non piacciono?) forse vi sarete imbattuti in quelli delle cosiddette “liberazioni”, ovvero nei filmati che mostrano la felicità e la gioia di un essere vivente che dopo mesi o anni di costrizioni viene salvato e portato in un posto migliore. Solitamente, quando questo avviene, il peloso fuori dalla gabbia corre, esulta, insomma in manifesta la propria felicità. Già, solitamente. Perché nella clip che vi proponiamo oggi, il cane, invece, è talmente impaurito e spaventato da non riuscire a uscire dal trasportino in cui ha viaggiato.

Il motivo? Il cagnolino di razza Beagle è un esemplare salvato da un laboratorio indiano in cui veniva utilizzato come cavia per chissà quali esperimenti e ora sembra aver perso la fiducia nel mondo. “Mentre molti corrono fuori dalla gabbia non appena si apre la porta – scrive su Facebook la volontaria che lo ha recuperato, Chinthana Gopinathmolti preferiscono la sicurezza dei piccoli spazi che hanno sempre chiamato ‘casa’“.

Perché per questo cane che non ha mai conosciuto la parola amore, la libertà al momento è solo un’incognita che mette ansia. Il Beagle, a quando scrive il sito The Dodo, è uno dei 64 esemplari rilasciati in India grazie alle nuove linee guida del governo che sta cercando di riabilitare i cani da laboratorio. “L’India ha compiuto un passo importante verso l’obiettivo finale di porre fine esperimenti sui cani” ha commentato il dottor Shiranee Tettamanti Pereira, tra i fondatori della campagna per Cruelty Free International. Una questione cara anche nel nostro continente, dove sempre più studiosi asseriscono che il futuro della ricerca è nei metodi alternativi ai test sugli animali. Ma, purtroppo, la svolta in questo senso è ancora lontana.

Qualunque siano i vostri pensieri o i vostri dubbi a riguardo, vi lasciamo con gli occhi di questo Beagle: chi meglio di lui può dare una risposta?

Foto by Facebook

Pubblicato da Chinthana Gopinath su Lunedì 1 febbraio 2016

 

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