Canili di Roma, arriva il bando di gara europea. E l’Anac denuncia gli sprechi

Nuova bufera sui canili di Roma: il Campidoglio ha indetto un bando di gara europea per assegnare l’appalto della Muratella e di Ponte Marconi, mentre l’Anac ha preparato un’istruttoria

Sebbene non se ne parlasse da un po’, la questione dei canili comunali nella Capitale d’Italia non è ancora stata risolta. Nemmeno 2 mesi fa una delle strutture romane, l’ex Poverello di Vitinia, era stata sgomberata (LEGGI ANCHE: ROMA, CANILE EX POVERELLO SGOMBERATO, CANI CONDANNATI A MORTE) e a nulla era valsa l’appassionata protesta dei volontari che da anni si occupavano di quei 4 zampe. Da tempo, inoltre, si parlava delle gare d’appalto al ribasso per la gestione di quei canili (l’ultima vinta da una società di servizi di Bari) che non avrebbero garantito nulla di buono per gli animali ospiti.

Ora, però, dopo circa 15 anni, il Campidoglio ha indetto un bando di gara europea per assegnare l’appalto della Muratella e di Ponte Marconi (ovvero i rifugi rimasti). Il vincitore, che sarà scelto dal Dipartimento Tutela Ambientale secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, avrà quindi in gestione i canili dall’ottobre prossimo per 12 mesi. In settimana il bando verrà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

L’amministrazione, infatti, vuole così tentare di sanare una posizione considerata illegittima anche dall’Anac (Autorità nazionale anticorruzione) guidata da Raffaele Cantone, che in una istruttoria inviata a Roma Capitale parla di anni di “violazione dei principi di libera concorrenza” riguardo alla proroga dell’affidamento del servizio canili a pochi soggetti e in particolare all’Avcpp (Associazione volontari canile di Porta Portese) e a L’impronta Onlus, con “sistematico improprio ricorso all’affidamento diretto” senza gare. La stessa documentazione è stata inviata alla Procura di Roma.

Lo spreco fotografato dall’Anac, però, non parla solo di proroghe automatiche e assenza di gare, ma anche assegnazione di enormi somme a pochi gestori: 12,3 milioni di euro in totale nel triennio 2013-2015, per una quota giornaliera assegnata per la cura di ogni singolo cane che sfiora i 13 euro al giorno. Troppo, visto che anche gli indicatori di riferimento forniti dal Ministero della Salute si attestano sui 3,50/4,50 euro al giorno.

Ma chi ha beneficiato di questi soldi? Va detto che l’istruttoria nasce a seguito di alcuni esposti presentati dalla stessa Avcpp che, proprio dopo l’iter di gara indetto a luglio 2014, aveva segnalato che alle procedure aveva partecipato anche un consorzio temporaneo di imprese che faceva capo alla Cooperativa 29 Giugno e composto, secondo Avcpp, da soggetti privi dei requisiti minimi di pregressa esperienza (la 29 Giugno, tra l’altro, è la coop fondata da Salvatore Buzzi, imputato chiave del processo Mafia Capitale, ndr.).

Insomma, la questione canili di Roma purtroppo è ancora lontana da una soluzione, e per il bene dei tanti randagi, si spera che il futuro sindaco abbia a cuore il futuro dei cani. A questo proposito, solo qualche ora fa uno dei candidati alla poltrona, Giorgia Meloni, ha scritto sulla sua pagina Facebook: “Anche grazie ad un esposto di Fratelli d’Italia, l’Autorità nazionale anticorruzione ci ha raccontato un’altra bruttissima storia di affidamenti diretti, di sprechi, di pseudo associazioni di volontariato e di cooperative rosse che sono arrivati persino a speculare sulla pelle dei cani abbandonati. È indecente che per la gestione dei canili comunali siano stati buttati per anni dalla finestra milioni e milioni di euro, senza avere in cambio servizi e trasparenza. In questo settore serve cambiare tutto: voglio bandi pubblici per ridurre i costi e voglio lanciare una grande campagna di adozioni insieme a chi fa davvero volontariato per svuotare i canili e dare una nuova casa a quegli animali che ora non ce l’hanno“. Solo campagna elettorale o reali propositi?

Meloni

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