Licenziato il professore che vivisezionò due conigli in classe

In questi giorni si è conclusa la sentenza relativa ad una vicenda del 2010, di un professore di un istituto lombardo, che durante una lezione di anatomia, aveva praticamente preso a martellate due conigli, vivisezionandoli davanti agli occhi terrorizzati degli alunni. Dopo numerosi rinvii a processo la Suprema Corte ha confermato il licenziamento del professore.

I comportamenti anomali del professore di anatomia Carlo Rando dell’Istituto Tecnico milanese Molinari, gli sono costati la perdita del posto di lavoro e l’apertura di un caso giudiziario durato più di 5 anni. Già nel 2010, a seguito della sconcertante notizia di una lezione che aveva avuto come oggetto il massacro di due conigli, intervennero associazioni animaliste ed anche la Lega contro la Vivisezione.

In questi giorni la sentenza 11594 ha confermato il licenziamento del professore per “giustificato motivo” e già in passato l’Ufficio del Provveditorato di Milano aveva contestato: L’assunzione di iniziative didattiche altamente diseducative, oltre che in aperta violazione della normativa vigente, delle direttive del MIUR, delle norme in materia di sicurezza, delle vincolanti indicazioni del collegio dei docenti, in relazione al grave atto di crudeltà che risultava commesso su animali, alla presenza di minori e in assoluto spregio anche della sensibilità.

Licenziato il professore che vivisezionò due conigli in classe

Il professor Carlo Rando è stato accusato nello specifico di aver preso a martellate e vivisezionato due conigli fino a procurarne l’atroce morte, senza alcuna autorizzazione dell’Istituto. Lo stesso professore aveva confermato di aver acquistato lui quattro conigli da un macellaio della città, due dei quali sottoposti a tale scempio in classe sotto gli occhi pietrificati dei suoi allievi.

Tra le tante accuse rivoltegli, secondo le testimonianze di molti allievi, il professore di anatomia non solo svolgeva meno ore di lavoro del previsto ma effettuava anche prelievi di sangue sugli allievi, rischiando di compromettere la loro salute. Infatti durante il verdetto sono state citate: Le gravi negligenze nell’espletamento dell’attività didattica per avere introdotto nella scuola materiale di incerta provenienza ed effettuato prelievi di sangue agli studenti in condizioni igieniche inadeguate e con rischio, quindi, anche per la loro salute, e il grave pregiudizio apportato al rapporto fiduciario scuola/famiglie, oltre al pesante danno apportato all’Istituto Molinari.

 

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