Leonessa marina piange disperatamente il suo cucciolo morto [VIDEO]

Una leonessa marina non riesce a separarsi dal corpo del suo cucciolo e piange disperatamente la sua morte.  L’episodio è accaduto in California e il video straziante è diventato subito virale sul web.

 Questo video, caricato dall’attivista Andrea Else Hahn, mostra il dolore e la disperazione di una leonessa marina davanti al suo cucciolo morto. Uno dei dolori più profondi che si possa provare, il dolore di una madre per la morte di un figlio. L’episodio è avvenuto in California e il video straziante ha fatto il giro del web, con 1,5 milioni di visualizzazioni e 35.000 condivisioni persone in tutto il mondo.

leoni marini appartengono alla sottofamiglia degli Otariini e, Insieme alle otarie orsine, formano la famiglia degli Otariidi, noti con il nome collettivo di foche con le orecchie. Questi mammiferi sono caratterizzati dalla presenza di padiglioni o risvolti auricolari esterni, lunghe pinne anteriori e dall’abilità di camminare sul terreno sulle quattro pinne. Vivono generalmente nelle basse acque delle aree costiere, soprattutto in quelle ricche di cibo. Si tratta di specie facilmente ammaestrabili e costituiscono spesso una popolare attrazione in zoo e acquari. A San Diego dei leoni marini sono stati addestrati per individuare i subacquei.

Da anni questa specie è al centro di proteste animaliste, poiché i leoni marini sono considerati una minaccia per la pesca commerciale e, per tale motivo, il Governo del Giappone ha stabilito che ogni anno in Hokkaido vengano uccisi 116 esemplari di questi animali. Per lo stesso motivo, anche il governo norvegese ha stabilito l’uccisione annua di 200 leoni marini. Come tutti i mammiferi, i leoni marini sono capaci di provare sentimenti, al pari degli esseri umani.

Leonessa marina piange disperatamente sul corpo del suo cucciolo morto

Secondo alcuni studiosi, esiste un patrimonio istintuale di base che determina la strutturazione della sfera psichica, fino al configurarsi di una primitiva “sentimentalità”, cioè una dimensione che consente al mammifero di esperire bisogni non essenziali per la sopravvivenza, ma interessanti ed in grado di introdurre nella vita animale il concetto di complessità emotiva, al pari dell’uomo. Un esempio è l’istinto che porta la femmina a nutrire la prole ed un sistema più articolato e ricco che la spinge ad accudire, educare, introdurre il cucciolo alla vita sociale del branco attraverso un apprendimento graduale, che induce il manifestarsi di stati d’angoscia o simil-luttuosi di fronte alla morte del piccolo o del compagno.

Dunque, nella catena evolutiva dei mammiferi si può certamente parlare di “comparsa della sentimentalità”. Charles Darwin, il padre dell’evoluzionismo biologico, in un saggio del 1872 intitolato The Expression of Emotions in Man and Animals, dedica ampio spazio alla descrizione dell’espressione delle emozioni negli animali e alla complessità delle manifestazioni “di gioia, di affetto, di dolore, di collera, di stupore e di spavento” presenti negli animali come nell’uomo. La morte di un figlio può determinare uno stato di angoscia indicibile in una madre. Questo accade per gli umani e anche per gli animali, come questo video ampiamente dimostra.

 

Photo Credits: Twitter/Youtube

 

 

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