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Pesci rossi: perché non vanno liberati in fiumi e laghi

Liberare i pesci rossi nei fiumi e nei laghi potrebbe rappresentare un grave rischio per le creature autoctone; questo quanto emerso da uno studio che rivela nei dettagli i pericoli di introdurre questa determinata specie aliena in un ecosistema non di appartenenza.

Secondo un recente studio condotto in Inghilterra i rischi legati alla liberazione dei pesci rossi nelle nostre acque, potrebbero essere più catastrofici di quanto fino ad ora ipotizzato; questi animali, infatti, apparentemente innocui, possono risultare un vero pericolo per gli ecosistemi autoctoni.

Come ogni specie aliena, anche i pesci rossi possono essere causa di conseguenze che andrebbero ad intaccare, irrimediabilmente, l’equilibrio di un ecosistema. Lo studio spiega i possibili effetti, rivelando che potrebbe trattarsi di una specie potenzialmente invasiva, praticamente per l’intero Pianeta.

Pesci rossi: una specie aliena

Tenuti nelle bocce di vetro, spesso in maniera costrittiva, i pesci rossi rappresentano, però, una potenziale minaccia per le specie autoctone, qualora venissero liberati in laghi e fiumi. Come rivela uno studio condotto in Inghilterra e pubblicato sulla rivista scientifica NeoBiota, questa innocui animaletti (che si trovano in molte case) sono estremamente invasivi; e questo pare sia pressoché riscontrato in quasi tutti gli ecosistemi ai quali non appartengono. Il team di ricerca internazionale ha studiato, infatti, l’impatto e i rischi ecologici del Carassius auratus e del Tanichthys albonubes; gli esperti hanno messo a confronto il tasso di alimentazione dei due pesci con quello di altri pesci. È emerso che i pesci rossi si nutrono di tutto quello che trovano nelle vicinanze e questo li porta a crescere a dismisura.

La ricerca avrebbe dimostrato che dai pochi centimetri che raggiungono nelle bocce di casa, i pesci rossi possono arrivare a misurare anche quanto una carpa; inoltre, dalle analisi è emerso che questa specie aliena è più competitiva e audace delle specie autoctone. La conseguenza di tutto questo è un danno per la biodiversità che verrebbe sopraffatta da queste creature più forti; i ricercatori parlano, persino, di una triplice minaccia: alimentazione, interazione con altre specie e comportamento competitivo. I pesci rossi sono estremamente resistenti anche ai climi dell’Europa settentrionale; anche questo potrebbe farli diventare una minaccia nei fiumi e nei laghi dove andrebbero a divorare le risorse da cui dipendono altre specie. Ovviamente la soluzione non è liberarsi in maniera drastica di questi animali; ma è opportuno attivare dei percorsi di sensibilizzazione che portino questi pesciolini a vivere in acquari pubblici, ma non in natura.

Francesca Perrone

Cultura, Ambiente & Pets Messinese trasferita a Roma per gli studi prima in Scienze della Comunicazione Sociale presso l'Università Pontificia Salesiana, con una tesi su "Coco Chanel e la rivoluzione negli abiti femminili", poi per la specializzazione in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo alla Sapienza. Collabora con l'Agenzia ErregiMedia, curando rassegne stampa nel settore dei rally e dell'automobilismo. La sue passioni più grandi sono la scrittura, la moda e la cultura. Responsabile dei blog di VelvetMAG: VelvetPets (www.velvetpets.it) sulle curiosità del mondo animale e di BIOPIANETA (www.biopianeta.it) sui temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità.

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