Balto, la vera storia del cane eroe: perché ha finito i suoi giorni in uno zoo?

Balto è certamente il cane più famoso dei cartoni animati. Eppure, in pochi sanno che la sua è una storia vera.

La storia di Balto ebbe inizio quando i medici di Nome, in Alaska, cominciarono a segnalare i primi sintomi di un’infezione che da lì a poco avrebbe fatto diversi morti: la difterite. La storia risale al gennaio del 1925 e Anchorage, a più di 500 miglia di distanza dove c’erano scorte di siero salvavita.

Balto: storia vera del cane leggenda diventato un cartone animato
La vera storia di Balto – Velvetpets.it

La storia di Balto ha conquistato non solo gli adulti, ma anche i più piccoli grazie al cartone animale che gli hanno dedicato.

Una staffetta salvavita

I rigidi inverni dell’Alaska, dove le temperature potevano scendere fino a 50 gradi sotto 0, con la neve e il ghiaccio che fanno da padrone sul paesaggio, non permettevano di spostarsi. Gli aerei non potevano volare e l’unico percorso attraverso la natura selvaggia era una rotta merci di 600 chilometri.

Era l’Iditarod Trail, che collegava Nome alla stazione ferroviaria di Nenana. In slitta trainata da cani, il viaggio di solito durava circa un mese, troppo lento per scongiurare un’epidemia che avrebbe potuto uccidere migliaia di persone. Una staffetta era l’unica speranza.

Venti allevatori si offrirono volontari per quella che sarebbe diventata nota come la “Grande corsa della misericordia“. Uno, Leonhard Seppala, aveva alcuni dei migliori cani da slitta in circolazione: i Siberian Huskies, importati direttamente dalla Siberia. Seppala ha scelto il suo cane più esperto, il dodicenne Togo, come capo. Un altro, Gunnar Kaasen, ha riposto la sua fiducia in un giovane cane: Balto di tre anni.

Il siero arrivò a Nenana il 27 gennaio e, passato dall’una all’altra slitta per tratti di circa 24-52 chilometri, ha raggiunto l’ultima squadra, guidata da Balto e Kaasen. Nonostante la sua inesperienza, Balto è stato all’altezza della sfida.

Anche quando i venti sollevavano in aria la slitta e tutti i cani, lui manteneva la rotta. Lui e Kaasen entrarono a Nome poco prima dell’alba del 2 febbraio. C’erano volute 127,5 ore inimmaginabilmente rapide, circa cinque giorni, per consegnare il prezioso carico.

Balto: vita, storia e curiosità
La statua dedicata a Balto a New York City – Velvetpets.it

Balto: dal circo allo zoo

Tutti sapevano che molti cuori, mani e zampe avevano contribuito a questo piccolo miracolo. Sfortunatamente, la vita felice di Balto prese presto una svolta. La squadra fu venduta a Sam Houston, il proprietario di un circo da dieci centesimi a biglietto, a Los Angeles. Fu qui, in condizioni tutt’altro che desiderabili, che i cani furono trovati dall’uomo d’affari George Kimble.

Dopo aver visto la squadra un tempo sana ed eroica ridotta a quella vita miserabile, Kimble ebbe pietà dei cani e si offrì di comprarli da Houston, per poi donarli a uno zoo.

Balto e il suo team hanno vissuto il resto della loro vita nel Cleveland Brookside Zoo, dove sono stati amati e adorati da molti visitatori.  Nel 1933, la salute di Balto era peggiorata dalla vecchiaia e, a 14 anni, il cane morì e oggi Balto è diventata una statua.

Migliaia di bambini lo visitano al Central Park di New York City, dove c’è una statua di bronzo in suo onore, o al Cleveland Museum of Natural History, dove una mostra speciale racconta la sua storia. Ogni marzo, squadre di cani da slitta vengono da tutto il mondo per partecipare all’Iditarod, una gara che segue il percorso della corsa del siero.

E dopo il film, molti hanno trovato un modo dolce per onorare la sua memoria chiamando i loro cuccioli Balto, e un film d’animazione con lo stesso nome, prodotto da Amblin Entertainment, è uscito nel 1995.

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