Cani, niente più bisogni in strada: “La pipì va raccolta”

Ecco un provvedimento destinato a far discutere molto chi possiede un cane: ora, non bastano i sacchetti igienici quando si va a spasso, ma bisogna anche munirsi di contenitori per raccogliere la loro pipì

La scorsa estate, a Piacenza (e non solo), la giunta comunale ha diramato un provvedimento che ha allarmato parecchio i proprietari dei cani domestici. Infatti, l’ordinamento sanzionava di 500 euro chiunque portasse a spasso il proprio 4 zampe senza l’apposita bottiglietta di plastica piena d’acqua per lavare via le “deiezioni liquide”, ovvero la pipì (LEGGI ANCHE: PIPI’ DEL CANE IN STRADA? MULTE FINO A 500 EURO E BOTTIGLIETTA OBBLIGATORIA).

Oggi, invece, la “battaglia per il decoro urbano” come la chiamano gli amministratori locali, la combatte un paese in provincia di Verona, Torri del Benaco, dove non bastano più bustine e bottigliette ai proprietari coscienziosi: no, loro quando portano il cane a fare una passeggiata la pipì la devono proprio raccogliere. Qui la domanda sorge spontanea: come? A dire il vero, i cartelli posizionati un po’ in tutto la cittadina non sono chiari in merito. Si limitano a chiedere ai proprietari di provvedere “all’immediata asportazione della pipì e alla completa pulizia del suolo”. Ai poveri e ignari animali, inoltre, sono vietati parchi, nei giardini pubblici nonché le aiuole, senza contare che in zona non esistono aree di sgambamento per cani.

pipi

Ovviamente, la cosa sta facendo discutere non poco i cittadini, spaventati all’idea di doversi procurare appositi “pappagalli” o “padelle” per evitare le sanzioni. Il decoro urbano è importante, certo, ma anche il diritto sacrosanto di un essere vivente di poter uscire e passeggiare senza ansie inutili. Chi governa dovrebbe semplificare la vita di chi possiede animali, non complicarla. O no?

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