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Animali dall’estero, stretta Ue su ingressi e importazioni di cani e gatti

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Animali dall’estero, stretta Ue - Velvetpets.it

Animali dall’estero, stretta Ue su ingressi e importazioni di cani e gatti: tutti i dettagli della decisione

Il Parlamento europeo ha approvato il 30 aprile, a Strasburgo, le prime regole comuni dell’Unione su tracciabilità, allevamento e ingresso di cani e gatti.

Al centro ci sono soprattutto gli animali provenienti da Paesi terzi: la novità chiave è l’obbligo di microchip prima dell’ingresso nell’Ue e della preregistrazione in banca dati.

L’obiettivo è chiaro: rendere più difficile il traffico irregolare, arginare le frodi commerciali e avere controlli uguali alle frontiere. Il testo, concordato con gli Stati membri, è stato approvato con 558 voti favorevoli, 35 contrari e 52 astensioni. Ora manca solo il via libera formale del Consiglio dell’Unione europea, ultimo passaggio prima dell’entrata in vigore.

Microchip prima dell’ingresso e preregistrazione obbligatoria: le nuove procedure di frontiera

La novità più immediata riguarda proprio gli animali importati da Paesi terzi. In base al regolamento approvato, cani e gatti dovranno avere il microchip prima di entrare nell’Unione europea. Non solo: chi arriva dall’estero con un animale dovrà fare una preregistrazione almeno cinque giorni lavorativi prima dell’arrivo in una delle banche dati nazionali interoperabili.

È il passaggio su cui Bruxelles punta per velocizzare i controlli ai punti di ingresso e consentire verifiche incrociate tra i vari Paesi membri.

Il provvedimento, però, non si ferma alla frontiera. Prevede un sistema più ampio di identificazione e registrazione obbligatoria degli animali da compagnia nell’Ue, con tempi diversi a seconda dei casi.

Allevatori, venditori e rifugi avranno quattro anni per adeguarsi. Per i proprietari privati i tempi saranno più lunghi: l’obbligo scatterà dopo 10 anni per i cani e 15 per i gatti. La linea scelta è quella della gradualità, ma la direzione ormai è segnata.

Paesi terzi, viaggiatori e commercianti: come funzioneranno i controlli contro traffici e irregolarità

Le nuove regole puntano a chiudere una delle zone più opache del mercato degli animali da compagnia: quella dei trasporti transfrontalieri, delle vendite difficili da tracciare e degli ingressi dichiarati come spostamenti privati ma in realtà legati al commercio.

Con microchip, registri interoperabili e dati caricati in anticipo, le autorità veterinarie e i servizi di controllo avranno strumenti più solidi per verificare provenienza, passaggi di proprietà e regolarità sanitaria. Durante l’iter parlamentare, un funzionario europeo ha spiegato che l’obiettivo è “rendere meno facile far sparire un animale nel sistema”. In altre parole, ridurre le zone grigie.

Nel pacchetto entrano anche altre norme sul benessere animale. È previsto lo stop all’accoppiamento tra consanguinei, alle selezioni che favoriscono caratteristiche dannose per la salute e alle mutilazioni a fini estetici o sportivi, come il taglio di orecchie e coda.

Sul piano pratico, per viaggiatori, commercianti e importatori cambieranno soprattutto gli adempimenti da fare prima della partenza o dell’ingresso. Quanto ai controlli, molto dipenderà da come ogni Stato membro organizzerà banche dati e verifiche. Per ora c’è il voto politico. Le regole concrete arriveranno con l’adozione finale del regolamento e con i successivi atti applicativi.

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