Da giorni torna sempre nello stesso punto, si sdraia sulla terra smossa e resta lì, immobile, come se aspettasse che qualcosa accada.
Calzino ha appena due anni e sta vivendo un dolore che, per chi lo osserva ogni giorno, è diventato evidente: mangia meno, si muove poco, sembra aver perso l’interesse per ciò che prima lo faceva correre nei campi. Nel luogo in cui è stata sepolta Belen, la sua compagna di vita, lui continua a fermarsi, come se quel legame non si fosse mai spezzato davvero.
La loro storia era iniziata per strada, a Lecce nei Marsi, quando una cagnolina di piccola taglia, Belen, era comparsa con tre cuccioli al seguito e accanto a lei c’era sempre Calzino, inseparabile. I piccoli erano stati messi in salvo e adottati, mentre per lei erano scattate le procedure previste: sterilizzazione, vaccini, microchip. Sembrava l’inizio di una nuova possibilità, ma Belen era riuscita a fuggire dal rifugio per tornare indietro, percorrendo chilometri pur di ritrovare il suo compagno. Non era stato un episodio isolato, perché anche quando per lei si era presentata un’adozione concreta, era scappata ancora, affrontando tredici chilometri per rientrare da lui.
Un legame che nessuna distanza aveva sciolto
Chi segue i cani randagi sa che certi legami non si spiegano facilmente e quello tra Belen e Calzino era uno di questi. Le volontarie raccontano che stavano sempre insieme, condividendo spazi e abitudini, e che separarle era sembrato fin da subito complicato. Poi, pochi giorni fa, Belen è morta improvvisamente e da quel momento Calzino ha iniziato a comportarsi in modo diverso, quasi come se non riuscisse ad accettare l’assenza.
Ogni volta che viene portato fuori per la passeggiata, invece di correre o esplorare, si dirige verso la tomba e si stende lì, rimanendo fermo per lunghi minuti. Mangia meno e appare apatico, una condizione che le volontarie descrivono come una reazione simile alla depressione. Non è una reazione che si può liquidare con leggerezza, perché chi vive accanto agli animali riconosce quando qualcosa si è incrinato in profondità.
Giovane, sano, ma oggi fragile
Calzino è un cane di taglia medio-grande, pesa circa trenta chili, è in salute e ha il libretto sanitario in regola. Con le persone si mostra docile e collaborativo, mentre con gli altri cani maschi può avere difficoltà, motivo per cui in rifugio deve essere gestito con attenzione. Con le femmine, invece, non crea problemi, e questo dettaglio diventa importante nella ricerca di una nuova famiglia.
Il rifugio può garantire cure e sicurezza, ma non può sostituire ciò che per lui rappresentava la presenza costante di Belen. Le volontarie spiegano che avrebbe bisogno di un contesto tranquillo, preferibilmente senza altri maschi, magari con una compagna femmina o con qualcuno disposto a dedicargli tempo e passeggiate regolari, in uno spazio dove possa tornare a muoversi e ritrovare fiducia.
L’appello per una casa stabile
L’associazione continua a lanciare appelli, chiedendo un’adozione consapevole e definitiva, perché Calzino non ha bisogno di un gesto impulsivo ma di una presenza stabile che lo accompagni fuori da questa fase difficile. Si trova in Abruzzo ma può raggiungere il Centro-Nord per una famiglia che scelga di accoglierlo con responsabilità.
Ha solo due anni, è giovane e fisicamente in forma, ma oggi appare bloccato in un dolore che da solo non riesce a superare. Forse non esiste una soluzione semplice, ma una casa capace di offrirgli tempo, pazienza e continuità potrebbe essere il primo passo per aiutarlo a tornare a vivere senza restare ancorato a quel punto di terra che per lui significa ancora tutto.








